Thursday, May 03, 2007

Computer delle meraviglie


Oggi ho potuto vedere per la prima volta e giocare con il famoso 100 $ laptop (XO) sviluppato al MIT da Nicholas Negroponte nell'ambito del progretto OLPC (One Laptop Per Child)! Ora vi racconto le mie impressioni, comunque le info complete su tutto il progetto si trovano sul sito laptop.org. Qui al lato ho messo una foto prelevata dal sito in questione, che spero di sostituire con una foto mia fatta dal vivo. Per chi ancora non lo sapesse, il laptop da 100 dollari è stato progettato per dare ad ogni bambino, e soprattutto ai 2 miliardi di bambini che abitano in paesi poveri, uno strumento di studio allo stesso tempo economico, divertente e moderno, che permetta loro di esplorare e di creare e di sviluppare al massimo le potenzialità più richieste dal mercato del lavoro mondiale.
Il portatile, soprannominato "green machine" per via del colore e dei materiali non inquinanti, è grazioso a vedersi, ha una maniglia grande e un feel simile a quello dei giradischi portatili degli anni 70. Dentro questa sorta di giocattolo si nascondono delle meraviglie. Innanzitutto, il computer è in grado, appena acceso, di connettersi in rete con gli altri green machine che si trovino fino a 1 km di distanza. La magia è che riesce a rilevarli persino da spenti, perché per trasmettere il segnale di "presenza" è sufficiente un quantitativo infinitesimale di energia. Basta che uno di questi portatili sia collegato in wifi ad internet che automaticamente vi sia connessa tutta la rete! Ogni macchina è dotata di un ID unico che, in caso di furto o manomissione, rende rintracciabile la macchina e/o ne causa il non funzionamento. Questo mi è stato risposto quando ho chiesto se i bambini potevano trovarsi in situazioni di pericolo per il solo possesso di questo computer, che sicuramente farebbe gola a molti e che, non essendo commercializzato, potrebbe raggiungere cifre folli su eBay.
Lo schermo è a cristalli liquidi, a colori ma con possibilità di essere trasformato in bianco e nero per es. quando si usa come ebook per la lettura in aule all'aperto. La tastiera è gommosa ma con una buona sensazione tattile, ed è impermeabile. Anzi, tutta la macchina, chiusa, è impermeabile e resistente a calore e polvere. La memoria fissa, da 1 Giga nel prototipo che ho visto io, è una flash memory e il computer non ha parti meccaniche che si possano rompere. Ai lati dello schermo, oltre le antennine, ci sono tre porte USB, l'entrata per il microfono e l'uscita per le cuffie. Lo schermo gira su se stesso di 180 gradi e si chiude per formare una tavoletta. Si può anche cambiare l'orientamento da orizzontale a verticale, ideale per leggere libri o giocare con il Tetris in dotazione! Sotto la tastiera c'è un touchpad con i due tasti del mouse e, ai lati, un pad che permette di scrivere e disegnare con una penna.
Il sistema operativo è tutto gratuito e open source. Ai bambini e ai loro insegnati è lasciata una completa libertà di gestire o creare il proprio software a seconda delle necessità. Nella memoria sono precaricati vari programmi (e sicuramente me ne sto dimenticando vari): un software per disegnare, uno per scrivere, un lettore multimediale, il browser per internet, un newsreader, una calcolatrice, il Tetris, un lettore di ebook e un programma per fare musica che riproduce una tastiera con tutti i suoni degli strumenti o di animali e altre cose. C'è anche un software che permette di imparare, giocando, un linguaggio di programmazione.
Sulla tastiera oltre alle lettere ci sono varie icone che permettono di muoversi tra le varie applicazioni.
In una barra in alto sullo schermo ci sono delle altre icone che permettono di accedere alla configurazione della rete o dell'insieme di reti create da tutti i green machine nelle vicinanze, ognuna con il nome del proprietario della macchina. In questa modalità, sullo schermo ogni macchina è raffigurata come un omino colorato e le reti sono omini riuniti in cerchi. Sul sito che ho menzionato ci sono alcune foto d'esempio. Oggi, quando l'ho provato, c'era solo un'altra green machine nelle vicinanze ma era spenta e vedevo l'omino ma non potevamo interagire. E' da notare che il portatile crea la rete anche senza collegamento a internet, cioè, quand'anche non ci sia nessun computer collegato ad internet, la rete viene comunque creata tra i computer nelle vicinanze. E' divertente immaginare che di chilometro in chilometro si possa mettere in rete tutto un continente come l'Africa.
Se poi c'è un collegamento internet disponibile, appare un simbolo speciale sullo schermo.
L'utente può interagire con tutti i membri della rete e realizzare progetti in comune. Per esempio si può navigare in internet insieme ad altri utenti, usando una sorta di chat, oppure scrivere o comporre musica insieme ad uno o più amici. Infatti, lo scopo principale è di mettere in comune le risorse mentali e digitali. Il portatile ha sì a bordo solo 1 Giga di memoria ma teoricamente ha una capacità illimitata connesso a tutti gli altri green machine della comunità.
Dimenticavo la meraviglia delle meraviglie! Al lato dello schermo, dalla parte destra, c'è un forellino: è una webcam! L'ho provata sia come cam che come macchina fotografica e funziona egregiamente (ovviamente la risoluzione non è alta ma fa perfettamente il suo dovere). E' facile immaginare che, se un bambino in un villaggio è malato e non riesce a seguire le lezioni, possa connettersi in videoconferenza con tutta la sua classe e partecipare lo stesso! Mi dicono che il computer funziona benissimo nei villaggi di capanne (verrà presto distribuito in una zona della Nigeria) e che, nelle case dove non c'è la luce elettrica, funziona persino da lampada per tutta la famiglia. Il computer consuma meno di qualsiasi altro computer e la batteria in dotazione dura 10 ore. L'idea è che ogni computer abbia 2 batterie, una in carica in un caricatore universale situato, per esempio, presso la scuola, e l'altra montata. In origine il computer era stato progettato per essere caricato anche a manovella, ma ora mi sembra che sia stata lasciata da parte quest'idea. Il voltaggio richiesto è comunque minimo. Sul sito laptop.org trovate tutte le specifiche.

Edit 7/5/07: Ruotando il monitor, in basso a destra si scopre una porta per le memorie SD. Ho anche avuto modo di testare la durata della batteria e devo dire che c'è n'è di strada da fare in quanto nel prototipo che ho provato io è durata solo 3 ore, di cui solo 15 minuti di uso effettivo del computer durante una dimostrazione, il resto in stand-by.


Nota finale: ho chiesto al mio interlocutore del MIT se i bambini che vedono per la prima volta il computer restano incantati e meravigliati come lo ero io ma lui mi ha detto che... per loro è normale!!!

2 comments:

mauro said...

molto interessante. effettivamente se ne parla molto per sentito dire ma leggere un'opinione di gente che l'ha provato è un'altra cosa. resta però il problema di fondo: l'informatizzazione è il progresso? portiamo oggi un pc ad un bambino africano e gli riempiamo il cervello di icone e shortcut da tastiera. D'altronde siamo noi che dobbiamo spiegare come funzionano le cose. Io spero sempre che arrivi qualcuno che mi spieghi che è possibile vivere in una società non informatizzata e non interconnessa in tempo reale, dove si da il giusto valore al tempo, al lavoro e alle distanze.

Andrea said...

Non c'è che dire, l'XO è un gran prodotto tecnologico realizzato per una giusta causa, da una workforce di ottimi ingegneri però, a me rimane sempre il dubbio... Questi bambini hanno realmente bisogno di un computer o in realtà, ci sarebbe bisogno di cose più concrete quali acqua potabile, alimenti, cure mediche e supporto in generale?
Certamente questa invenzione, perchè tutto sommato di invezione si tratta, potrebbe essere la giusta molla per tentare di attenuare il digital divide che ormai ristagna nei paesi in via di sviluppo..
Mi auguri di tutto cuore che un'invenzione come questa possa risollevare almeno in parte le sorti di questi bambini, permettendogli di avere ciò che per noi è consuetudine della nostra quotidianeità...
Ottima recesione...